Alezio

Le origini di Alezio sono antichissime, c’è chi la dice fondata da Lizio Idomeneo e chi dai Messapi, con il nome di Alytia.
Successivamente, fu dominata dall’impero Romano.
Intorno all’anno 1000, Alezio fu distrutta dai Saraceni. Gli abitanti trovarono rifugio nella vicina Isola di Gallipoli e il sito versò in stato di abbandono sino al XII – XIII secolo, periodo in cui venne eretto, grazie ad alcuni monaci basiliani, il tempio dedicato a Santa Maria della Alizza o Lizza.
Nei primi decenni del 1700 alcuni proprietari terrieri concessero in enfiteusi il terreno della città ad alcuni contadini. In questi anni Alezio cambiò nome in Villa Picciotti.
Nel 1854 il piccolo centro ottenne l’autonomia amministrativa e dopo l’Unità d’Italia riottenne il nome di Alezio.

Lo stemma civico raffigura la fenice, mitico uccello sacro. Quando la fenice si accorge di stare per morire prepara un rogo con dei rami di erbe aromatiche e al tramonto, rivolto verso il sole calante, si dà fuoco. Nove giorni dopo risorge dalle sue stesse ceneri. Evidentemente tale simbolo si riferisce metaforicamente alla storia di Alezio che è dovuta rinascere dopo le distruzioni subite nel corso dei secoli. Sullo stemma c’è anche un rotolo spiegato di carta, in cui c’è l’iscrizione post fata resurgo, che significa rinasco dopo gli avversi destini. Sotto la fenice si scorge l’iscrizione Alexias (ΑΛΙΧΙΑC) in lettere messapiche.
Architetture Religiose
Chiesa di Santa Maria della Lizza, edificata tra la seconda metà del XII e la prima metà del XIII secolo.
Chiesa della Madonna Addolorata, l’inizio della sua costruzione risale al 1838; venne portata a termine nel 1875. L’attiguo orologio pubblico fu costruito tra il 1838 e il 1840.

Architetture Civili
Palazzo Tafuri, dimora signorile del XVIII secolo.

Ad Alezio si produce il vino Alezio doc, che si distingue in due categorie: il Rosso e il Rosato, entrambi prodotti con il vitigno Negroamaro.